In Sila l'aria piu' pulita d'Europa

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E' quanto emerge dalle ricerche di Stefano Montanari, direttore del Laboratorio Nanodiagnostics di Modena, e Antonietta Gatti, esperta di Nanopatologie.

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 ''Non e' una notizia di poco conto - e' scritto in un comunicato del Parco della Sila - se si considera che le analisi hanno rilevato scientificamente che l'aria presente in quell'area e' addirittura piu' pulita di quella delle Isole Svalbard, vicino al Polo Nord''. (notizia ANSA).

 

Lo scoiattolo meridionale (Sciurus meridionalis)

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 -->> Vai all'articolo  di : LORENZO BRENNA

Grazie ad approfonditi studi genetici e morfologici è stato “scoperto” un nuovo mammifero, lo scoiattolo meridionale. Abita nei boschi di Calabria e Basilicata.

L’Italia si conferma, ancora una volta, il più ricco scrigno di biodiversità del Vecchio continente. Il nostro Paese ospita infatti oltre un terzo delle specie animali presenti in tutta Europa, a queste da oggi se ne aggiunge ufficialmente un’altra, e non parliamo di un invertebrato, ma addirittura di un mammifero, una nuova specie di scoiattolo: lo scoiattolo meridionale (Sciurus meridionalis).

Archeologica in Sila

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 Eccezionale scoperta archeologica in Sila: ritrovato lo scheletro del “cugino” del mammut

Lo scheletro completo del “cugino” del mammut è stato ritrovato sui monti della Sila cosentina da ricercatori dell’Universita’ del Molise

 
 

image: http://www.strettoweb.com/wp-content/uploads/2017/11/Elephas-Antiquus-300x225.jpg

Elephas AntiquusE’ stato ritrovato da ricercatori e archeologi dell’Universita’ del Molise sui monti della Sila cosentina, in Calabria, lo scheletro completo, il primo in Italia, di ‘Elephas Antiquus’, esemplare che viene definito dagli studiosi il ‘cugino’ del mammut. Al momento ancora gran parte dello scheletro dell’elefante è ancora nascosto fra i sedimenti e solamente una zanna, un molare e altri frammenti verranno puliti e restaurati presso il laboratorio archeologico dell’Ateneo molisano diretto da Carlo Ebanista.

Si tratta di un rinvenimento eccezionale, una scoperta fortuita – spiegano dall’ateneo molisano – che potrebbe in parte riscrivere la storia della Calabria settentrionale. Secondo le prime valutazioni, il gigantesco animale, dell’altezza di 4 metri al garrese, sarebbe morto sulle sponde del lago Cecita per cause naturali. Nella zona non sono stati infatti trovati elementi che facciano pensare alla presenza di antichi cacciatori, ma le indagini nell’area sono solo all’inizio”. 


Per approfondire http://www.strettoweb.com/2017/11/eccezionale-scoperta-archeologica-in-sila-ritrovato-lo-scheletro-del-cugino-del-mammut/630987/#ihkI1ovdjPbmcKxK.99